30 Oct

Il 2 novembre in Italia si celebra la Festa dei morti, la ricorrenza cattolica dedicata al ricordo dei cari defunti.
Ogni regione ha le proprie tradizioni legate a questo giorno, ma una leggenda comune riguarda la notte fra l’1 e il 2 novembre, quando i morti tornerebbero nel mondo dei vivi.
Ci sono tuttavia credenze e usanze diverse nelle varie parti d’Italia, vediamo insieme le 5 più caratteristiche.

I LEGUMI

In diverse località in questo giorno i poveri ricevono in offerta una cena solitamente a base di legumi. In Veneto, ad esempio, si distribuiscono le fave, mentre in Abruzzo viene offerto un piatto a base di ceci, proprio mentre i morti girano per le strade per proteggere i vivi dal male. Sempre in Abruzzo, in questa stessa notte i pescatori non possono andare a pesca perché al posto dei pesci troverebbero i teschi dei morti.

I PASTI PER I MORTI

In molte regioni si lasciano secchi d’acqua e pane per i defunti, ma anche tavole apparecchiate con cibo e bevande. In Piemonte la vigilia del 2 novembre le famiglie si riuniscono per cenare con le castagne e pregare insieme, lasciando poi la tavola apparecchiata per i defunti che potranno mangiare. Il 2 novembre, dopo il tramonto, le famiglie vanno al cimitero a visitare le tombe dei propri cari, mentre le anime dei morti entrano per riposare nelle case lasciate vuote. Quando suonano le campane le famiglie possono ritornare a casa. Questa tradizione esiste anche in Valle D’Aosta.

LA FESTA DEI DOLCI E DEI BAMBINI

In Sicilia il 2 novembre è una festa con molti riti per i bambini. Se sono stati buoni, troveranno dei regali lasciati dai morti: spesso sono giochi che i bambini hanno richiesto in una lettera scritta ai propri cari defunti. Secondo la tradizione, nel corso di questa notte i morti entrano nei negozi e nelle pasticcerie per prendere i doni per i più piccoli. Insieme ai giochi, la mattina del 2 i bambini trovano anche ceste o vassoi con i dolci tipici di questo giorno, come i pupi di zuccaro (bambole di zucchero) e la frutta di martorana, fatta con la pasta di mandorle dipinta, ma anche caramelle e cioccolatini.

Anche altre località hanno le proprie specialità: in Umbria ci sono dei dolcetti a forma di fave, gli stinchetti dei morti; in ​Veneto si mangiano gli ossi dei morti, fave di pasta frolla colorata; a Treviso si preparano focacce chiamate i morti vivi; in Puglia c’è il Grano dei morti (Cicc cuòtt), un dolce antichissimo fatto con grano e melagrane mentre in Liguria ci sono i bacilli (fave secche) e i balletti (castagne bollite).

I POVERI

In alcune province della Toscana si celebra il bèn d’i morti. In passato le famiglie più ricche dovevano distribuire cibo ai poveri e chi aveva una cantina anche un bicchiere di vino. Sempre in quelle zone, ancora oggi alcuni bambini portano al collo la tradizionale sfilza, una collana fatta di mele e castagne bollite. Nella zona del monte Argentario i bambini erano protagonisti anche di un’altra usanza: sui vestiti degli orfani venivano cucite grandi tasche dove ognuno poteva mettere cibo o denaro in offerta.

USANZE COME AD HALLOWEEN

Ci sono poi due tradizioni che ricordano la festa di Halloween: in Abruzzo in passato si scavavano le zucche e si metteva all’interno una candela per utilizzarle come lanterne, mentre in Sardegna la mattina del 2 novembre i ragazzini bussano alle case chiedendo offerte e ricevendo pane fatto in casa, fichi secchi, fave, mandorle, uva passa, melagrane e dolci. Anche in Liguria i bambini andavano di porta in porta per ricevere i dolci e ascoltavano storie e leggende paurose raccontate dai nonni.

E adesso metti alla prova la tua comprensione dell’italiano con queste domande sull’articolo che hai appena letto! Puoi anche scaricare il pdf dove trovi il testo, le domande e le soluzioni.

1. In Piemonte le famiglie lasciano le case vuote:
a) per fare mangiare i poveri
b) per andare a suonare le campane
c) per fare riposare i morti

2. La notte dei morti i pescatori non vanno a pesca perché:
a) devono mangiare i legumi
b) troverebbero i teschi al posto dei pesci
c) devono girare per le strade

3. In quale regione i bambini trovano dei giochi la mattina del 2 novembre?
a) in Sicilia
b) in Abruzzo
c) in Sardegna

4. La sfilza è:
a) un dolce tipico della Toscana
b) una collana di fave secche
c) una collana di mele e castagne

5. Cosa ricevevano i ragazzini della Liguria quando andavano in giro per le case del paese?
a) fichi secchi e melagrane
b) racconti di storie paurose
c) lanterne a forma di zucca